Sul futuro del Kundalini Yoga

Cari amici, vorrei mettervi a parte di una questione interna al Kundalini Yoga, scoppiata ormai un paio di mesi fa. Ritengo infatti necessario informarvi su quello che sta avvenendo e sulla direzione che prenderò come insegnante.

Qualche sera fa su Netflix ho visto un documentario molto interessante (e inquietante) su Bikram Choudhury, il guru del Bikram Yoga diventato poi Hot Yoga a causa degli scandali sessuali a lui imputati. E mi ha colpita l’assonanza di certe dinamiche, situazioni e parole dette da chi lo accusa e da chi non poteva credere a tali violenze con quanto sta avvenendo nel mondo del Kundalini Yoga nei confronti di Yogi Bhajan dopo la pubblicazione del libro di Premka (“White bird in a golden cage: My life with Yogi Bhajan”), che ha portato molte donne (e uomini che erano al corrente delle voci che giravano da trenta o quarant’anni) a uscire allo scoperto e raccontare le loro storie di abusi (di potere, di carattere sessuale, persone spinte a sposare degli sconosciuti, figli allontanati e spediti in India, conversioni alla religione Sikh senza che queste persone – occidentali negli anni ’70-’80 – nemmeno sapessero cosa fosse la religione Sikh).

Guru, uomini di una certa epoca e cultura, che hanno sviluppato un tale carisma e potere da pensare di essere i padroni delle comunità che avevano creato. Ogni loro parola, la Verità. Ogni stranezza, per non dire abuso, tollerata. Venerati in un modo che va oltre la fiducia verso il proprio Maestro, arrivando ad annullare la capacità di discernimento e compassione di chi è stata vittima e di chi ascolta ma non sente, non crede, e continua a difendere strenuamente l’intoccabilità di un uomo e non l’integrità delle donne, al punto che alcune di loro (per paura di mettere le loro scelte di vita in discussione, o perché insegnare kundalini yoga permette loro di “fare la spesa” – cit.) affermano “Non mi interessa”. A me interessa invece. Interessa sia da un punto di vista etico che umano, non per sterile polemica ma per integrità mia, per quello che posso ricevere come praticante e trasmettere come insegnante.

Nel Kundalini Yoga si è abbattuto un paio di mesi fa uno tsunami che ha un carattere a mio avviso soprattutto religioso, e che per diverse settimane ha sconvolto anche me, poiché mi ha fatto mettere in discussione TUTTO. Il percorso fatto, ciò a cui avevo dato fiducia, la comunità di cui un tempo mi ero sentita parte ma che già da uno/due anni non sentivo più in sintonia con quello di cui avevo bisogno, senza capire perché, la rigidità e i dogmi di questa disciplina verso cui ero già a disagio ma che non sapevo consapevolizzare, perché ogni dettaglio pronunciato da Yogi Bhajan è SACRO e non va messo in discussione. Dalla A alla Z, nel Kundalini non ci si muove da quello che ha detto o non ha detto YB, dallo stile di vita alle sequenze, dalle meditazioni alla struttura di una classe. Guai ad aggiungere o cambiare qualcosa.

Beh, io penso invece che sia necessario e vitale farlo. Bisogna mettere in discussione, restare aperti, ascoltare cosa non ci rispecchia più. Bisogna permettere a se stessi di essere reali e autentici, sempre. Di crescere, di cambiare. Di agire con la propria testa e attraverso il proprio sentire. Non è stato facile, e per questo ho impiegato tanto tempo per esprimere pubblicamente la mia opinione e percezione della situazione. Tutt’ora mi sento in una fase di sperimentazione e “revisione”, per mantenere ciò che mi rispecchia ancora e lasciare andare quel che avverto come limitante. In questo momento, l’unica cosa che so è che l’unica cosa reale è la mia esperienza. Nel bene, naturalmente, ed è il motivo per cui sto continuando a insegnare il Kundalini Yoga, e nel male, ascoltando quello che sento dentro di me prima di quello che i miei insegnanti o manuali o altri che nemmeno conosco ritengono Giusto e Intoccabile.

Per me si sta rivelando un periodo di estrema libertà interiore, grazie al quale mi sono staccata da molti dogmi che io stessa sottilmente mi imponevo, perché il Kundalini “è così”, pur soffrendoli poi molto a periodi alterni, e sto scoprendo e sperimentando la mia evoluzione come insegnante ed essere umano. Questo non significa che stravolgerò il Kundalini, le pratiche restano quelle perché funzionano così come sono, ma che per me non è più il “Kundalini Yoga secondo gli insegnamenti di Yogi Bhajan”. Sto dando sempre più spazio a ciò che sono, mi dà gioia e apre il mio cuore, e che sia “kundalini” o no non ha importanza, che arrivi da YB o da un’altra tradizione non ha importanza se l’energia si armonizza con la mia. Lo yoga è Uno, anche se i sentieri sono diversi, e tutto può a mio avviso integrarsi armoniosamente se parte già da uno spazio di inclusione. Più sentieri conosci, più maestri conosci, e più la tua mente diviene aperta, consapevole, tollerante e sensibile.

Le storture arrivano quando si rimane chiusi dentro un unico pensiero, quando si arriva a credere che quell’unica via sia la più potente, la migliore, snobbando le altre. O, peggio, ci si creda investiti di una missione o verità suprema solo in quanto insegnanti di questa disciplina. E questo accade spesso nel mondo kundalini. Perciò penso sia un’occasione importante per tutta la sangat rivedere e ripensare il proprio approccio alla pratica e all’insegnamento, senza rifugiarsi nelle gonne del Padre YB, senza cedere a compromessi o lusinghe egoiche.

Lo yoga è un processo, e in questo processo è lo yoga a doversi adattare a te – non tu allo yoga. Lo si dice spesso, ma ecco, penso che non valga solo per le asana. Nel mio processo di questi mesi, o di quest’ultimo anno, ho compreso che per me seguire gli Insegnamenti di Amore e Libertà viene prima di qualunque altro insegnamento. Condividi ciò che sai, trasmetti ciò che sei 🌸

Se desiderate maggiori informazioni riguardo alle accuse rivolte a YB consiglio di fare una semplice ricerca su Google e, se sentite il bisogno, possiamo poi confrontarci in privato.

Un ulteriore aggiornamento: dopo una discussione sul gruppo Facebook Insegnanti di Kundalini Yoga Italia, riguardo ovviamente l’intoccabilità di YB (erano due mesi che non commentavo più, e ultimamente aveva avuto voce soltanto la cricca dei difensori dalle convinzioni incrollabili), sono stata cacciata dal gruppo senza una parola.

Era tempo che riflettevo se andarmene io stessa, ma in fondo credevo che le divergenze potessero in qualche modo riappianarsi, non con tutti magari e non a tutti i costi, visto che comunque il percorso era lo stesso e che all’interno di un movimento (democratico) possono sussistere correnti di pensiero diverse. Sapevo inoltre che molti altri la pensavano come me.

Beh, adesso è EVIDENTE la direzione che la “sangat” ha preso, una direzione che va verso la CENSURA di chi non la pensa allo stesso modo e osa avere dubbi sul maestro. Un movimento che di consapevole e democratico (per non dire yogico) non ha più nulla, e che ormai si fonda su una TEOCRAZIA.

A questo punto sono più che mai convinta della necessità di riformare il Kundalini Yoga e pulirlo da ogni forma di bigottismo, chiusura e ortodossia. E’ necessario un Kundalini 2.0, o alla fine dei “sacri Insegnamenti” non resterà altro che fango ricoperto d’oro.

Chi vuole far parte di questa riforma, mi contatti in privato. A breve nascerà un gruppo FB di discussione LIBERA a riguardo.

Sat Nam

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