La via della Luna Nascente

Perché avere un Nome Spirituale (e cos’è stato per me)

Nella tradizione del Kundalini Yoga il nome spirituale è molto diffuso e rappresenta un importante passo avanti verso te stesso, verso la tua Vera Identità, il tuo Sat Nam. Il suo suono ha il potere di risvegliarti alla tua consapevolezza più elevata, alla missione della tua anima. Cambiare nome significa abbandonare la tua vecchia identità, e con essa tutti i condizionamenti legati alla famiglia di origine, alle tue credenze riguardo a chi sei e a chi puoi essere in questo mondo. Significa ricominciare da zero, resettare il passato e darsi la possibilità di vivere secondo la propria natura ed evolversi nel proprio potenziale più elevato. E’ come una rinascita, un vero e proprio cambiamento di vita: quando scegli di ricevere un nome spirituale, scegli di vivere consapevolmente.

Nessuno nasce con un nome. Ci viene dato alla nascita, e in esso spesso sono contenuti retaggi anche molto lontani riguardo a parenti, conosciuti o sconosciuti, e a storie che non ci appartengono; certi diminutivi contengono nel loro stesso suono condizionamenti e modi di sentire difficili da sradicare, di cui a volte nemmeno ci rendiamo conto.

Il nome spirituale è qualcosa che ti appartiene profondamente, da sempre, anche prima di riceverlo e riconoscerlo come tuo. E’ il faro che ti indica la strada anche nei momenti più bui, di incertezza totale e di sconforto, di dolore e confusione, è la meta più alta da raggiungere in questa incarnazione. E questo faro punta sempre verso di te, verso la tua luce interiore. E’ esso stesso la tua luce! E ti sfida a vivere secondo questa luce, secondo la tua parte più vera e sensibile, senza compromessi.

Meditare sul proprio nome spirituale e usarlo accresce il potere della sua vibrazione, rendendo più facile comprendere chi sei e qual è la direzione da prendere nelle decisioni importanti, andando a chiarire anche aspetti della tua personalità finora ignorati o sottovalutati. Più lo usi, più le persone intorno a te lo usano, più la tua identità spirituale diventa forte e radicata. Esso rappresenta e ti ricorda continuamente l’intimo impegno che hai preso con te stesso, ti riporta in ogni istante alla relazione con la tua anima e con l’Infinito.

Nel Kundalini Yoga non c’è un maestro che ti inizia, dandoti un nome. Sei tu a iniziare te stesso. Il nome è tratto dalla tua data di nascita, secondo la numerologia tantrica, e puoi richiederlo qui: https://www.3ho.org/spiritual-names

Il mio nome spirituale è Simran Keval Kaur, e quando mi arrivò lo sognai per tutta la notte, per giorni mi risuonò nella testa come un mantra. In effetti è il nostro mantra personale, e quando lo ricevi ti consiglio di renderlo una meditazione quotidiana, magari usando un mala, per 40 giorni, così da cristallizzarlo dentro di te. Puoi anche fare un piccolo rito, usando candele, fiori freschi, bruciando salvia bianca o incenso, e una pratica di yoga e meditazione ad hoc: rendi questo momento speciale e unico, lascia emergere il tuo nuovo te e lascia andare la tua vecchia identità.

SIMRAN KEVAL KAUR

La principessa/leonessa di Dio (Kaur, nome che viene dato a tutte le donne) che, appartenendo soltanto a Dio (Keval), è costantemente e gioiosamente assorbita nell’intimo suono del suo Nome (Simran).

Simran significa pratica di meditazione; meditazione sul Nome di Dio con ogni singolo respiro. E’ l’esperienza ininterrotta della mente meditativa.

La tua unità con la vibrazione del Naam riempie con forza le menti e i cuori di tutti coloro che ti circondano con la dolce gioia del desiderio di appartenere al divino.

A spiritual name is a spiritual path. I am that.

Posso dire che nella mia esperienza è stato un percorso anche questo. Pur avendolo sentito subito con molta forza, soltanto adesso, dopo oltre due anni, posso dire di essere veramente Simran Keval. Naturalmente ogni esperienza è a sé, ma per quanto mi riguarda ho attraversato varie fasi con il mio Nome e mi sono resa conto che dopo l’amore iniziale era diventato una sorta di via di fuga dal mio nome originale, perché questo era troppo legato a condizionamenti e visioni di me stessa che arrivavano dal karma della mia famiglia e che rifiutavo – per poter cambiare; dopo molto lavoro, sono arrivata ad accettare il nome che mi è stato dato dai miei genitori, persino nell’ambito in cui lo avevo più rifiutato: lo yoga. Così Simran Keval è rimasto, sì, ma un po’ defilato… quasi indifferente… tra l’altro nessuno lo capiva, nessuno riusciva a pronunciarlo o a ricordarlo… era tanto più facile tornare a essere Anna. Finché, in un periodo di grande smarrimento, non ho cominciato una bellissima sadhana sul Primo Corpo, il corpo dell’anima (tratta da questo libro di Nirvair Singh Khalsa, che consiglio vivamente per la sottigliezza delle sue pratiche: https://www.spiritvoyage.com/yoga/ten-light-bodies-of-consciousness); è bastato il primo giorno per sentire la fragranza di una nuova connessione con la mia Anima… e la nebbia si è improvvisamente diradata, in un istante qualcosa dentro ha fatto clic. Ho capito di essere chi sono.  Senza paura, senza vergogna, perché fughe e compromessi sono solo altre catene. Se sono io la prima a non usarlo perché temo che la gente non lo capisca, chi lo farà? Col tempo avrebbe perso sempre più potere, allontanandomi dalla sua vibrazione.

La domanda è stata: Hai il coraggio di vivere come Simran Keval? Hai il coraggio di vivere totalmente nella vibrazione del tuo Nome?

“When you understand who and what you are, your radiance projects into the universal radiance and everything around you becomes creative and full of potential.”
Yogi Bhajan

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