Libertà al tempo del Coronavirus

E’ da molti mesi che non aggiorno il blog, ma le trasformazioni più importanti hanno bisogno di tempo e di silenzio per manifestarsi, in primis in noi stessi e poi nel mondo. Così ecco che nuovi progetti stanno iniziando a prendere forma piano piano, e quando il tempo arriverà sarò pronta a condividerli con tutti voi, e non vedo l’ora! Si può dire che il 2020 sia iniziato a bomba, un anno certamente di trasformazione per tutti, ponendoci di fronte al crollo di molte certezze e all’evidenza che più ci appoggiamo a quanto sta “fuori” da noi, più ci sentiamo perduti, arrabbiati e confusi se all’improvviso smette di corrispondere all’idea che ne avevamo.

In questo periodo di coronavirus e ordinanze restrittive siamo costretti, volenti o nolenti, a fare i conti con noi stessi. A confrontarci con la nostra solitudine, con l’attesa e la sospensione (apparente) di ogni progetto, con il sentirci a nostro agio oppure no in compagnia di noi stessi. E credo che molto del disagio che si può percepire nella collettività, e che esorta a non fermarsi mai, a non rinunciare allo shopping o alla movida, a far finta che non sia cambiato nulla, derivi in realtà proprio da questa incapacità o disabitudine a stare da soli, senza tutti quegli stimoli che confortavano nella loro continua spinta a guardare fuori, a distrarci da noi stessi, a riempire il vuoto che non ci permettevamo di sentire.

Quello che sta accadendo a livello globale ha molte sfaccettature, molti significati, e soprattutto una grande opportunità. Al di là dei risvolti socio-sanitari, che non tratterò qui, l’umanità è chiamata oggi a fare un salto quantico. Il pianeta stava soffrendo da tempo a causa dei comportamenti che come società non eravamo in grado di modificare in modo rapido e radicale, tanto meno di arrestare, perché non sembrava proprio possibile fermarsi. Invece è accaduto. Siamo stati costretti a fermarci. La natura, o l’intelligenza cosmica che tutto pervade, chissà, ha voluto svegliarci dal nostro sonno e obbligarci tutti, globalmente, a fermarci e rivedere i nostri stili di vita.

E quello che stiamo comprendendo, al prezzo di perdite umane ed economiche, è che sì, è possibile farlo. Anzi, ormai è necessario. E non solo, può addirittura rivelarsi una grande liberazione! Uno stimolo a cercare soluzioni creative per far fronte all’emergenza e da portare poi nella nostra vita anche dopo, quando tutto tornerà alla normalità, perché se non cogliamo l’occasione adesso di inventarci la vita che vogliamo, una vita più a nostra misura, beh, se non ora, quando?

Ogni crisi contiene in sé i semi di un grande cambiamento, e noi stiamo vivendo un passaggio epocale nel quale possiamo liberarci delle strutture che ci imprigionavano nel passato e aprirci al nuovo, all’inatteso, all’inesplorato. Dobbiamo avere coraggio e fiducia, certo, ma la mia sensazione è che l’universo ci sostenga e voglia il nostro bene, sempre. E’ l’amore a muovere ogni cosa, anche ciò che pare incomprensibile. Se restiamo centrati e non ci lasciamo distrarre dalla paura, saremo in grado di ascoltare la voce del cuore. E se ci guardiamo indietro, vedremo come in fondo siamo sempre stati sostenuti, malgrado le difficoltà più o meno gravi che abbiamo dovuto affrontare. Se lasciamo andare l’idea di controllare il futuro, una grande pace e una grande apertura scenderanno su di noi.

In questo momento la tecnologia si sta rivelando uno strumento utile come forse mai in passato: può finalmente unirci davvero e farci sentire meno isolati, e questo è esattamente il contrario di quanto accaduto finora. E mi sembra una questione interessante su cui riflettere: ripensare il nostro rapporto con la tecnologia e i social. Non più avversi a essi, se lo eravamo, e non più dipendenti. Come la mente può essere disciplinata affinché ci aiuti e ci sostenga senza dominarci, la stessa cosa può forse accadere ora con la tecnologia. Mentre diventa uno strumento che ci aiuta e sostiene (con lezioni in streaming, videochiamate, condivisioni che rendono l’isolamento forzato meno pesante), possiamo cogliere l’occasione di utilizzare il tempo in più che abbiamo per riscoprire noi stessi e il rapporto con i nostri cari, per dedicarci alle nostre passioni e prepararci a nuovi progetti, per goderci il tempo stesso (sì!) e la bellezza che tutt’intorno a noi fiorisce, perché è marzo e la natura non si ferma, lei no, e continua a regalarci sprazzi di meraviglia là dove non ce lo aspetteremmo.

Osserviamo e sentiamo cosa accade dentro di noi di fronte a tutto questo, rimaniamo in contatto con il nostro spazio interiore e con il silenzio nutriente del cuore, godiamoci la libertà data dal reinventarci, dal tornare a essere noi stessi. Persi nel mentale di una società che ci spinge a fare, fare, fare, rilassiamoci un attimo e lasciamo questa idea di dover fare per essere. Rilassiamoci nel non fare. Ci accorgeremo allora forse che in realtà è questa la vera libertà, e che solo nel non fare possiamo realmente Essere.

 

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