La funzione del turbante nel Kundalini Yoga (e la mia esperienza)

Chi comincia ad approcciarsi al Kundalini Yoga non avrà potuto fare a meno di notare come prima cosa lo “strano” abbigliamento dell’insegnante di questa disciplina: abiti rigorosamente bianchi, pelle di pecora al posto del tappetino e soprattutto la testa coperta da un turbante (anch’esso, spesso, bianco). Degli altri elementi parlerò in seguito, in questo articolo vorrei soffermarmi sul significato e sulla funzione del turbante. Il turbante, infatti, spesso turba – e non è semplicemente una (pessima) battuta! Io stessa ho fatto fatica a comprenderne l’uso e a indossarlo con consapevolezza. Di sicuro non fa parte della nostra cultura, e per questo molte persone (anche praticanti di lungo corso) potrebbero ritenerlo soltanto una bizzarria, un simbolo religioso o un canone estetico specifico di questo tipo di yoga. Il turbante in effetti è legato alla cultura sikh, poiché Yogi Bhajan (il maestro del Kundalini Yoga) era Sikh. Non significa che abbia imbevuto lo yoga di religione, perché lo yoga resta fuori da qualsiasi dogma, lo yoga è una forma di spiritualità, non di religione, pertanto chiunque può praticarlo, a prescindere dalla religione a cui appartiene o dall’essere ateo. Lui ha semplicemente insegnato ciò che conosceva, ciò che sapeva avrebbe funzionato in un certo modo e per un certo scopo. Anche i mantra, ad esempio, sono in Gurmuki (la lingua delle scritture sikh) e non in Sanscrito non perché siano migliori, ma soltanto perché erano quelli di cui lui aveva esperienza diretta. Nello yoga, l’esperienza è l’unica cosa che conta davvero. E’ l’unica cosa che può dirti se una tecnica funziona, se è reale o meno.

Foto dal web

Il turbante consta di una striscia di tessuto in fibra naturale lunga almeno 2-3 metri, che si avvolge intorno alla testa fino a coprirla interamente. Chi ha i capelli lunghi li annoda in un nodo rishi (una sorta di cipollotto), gli uomini sulla cima della testa e le donne sulla fontanella posteriore del capo. In questo modo l’energia viene tutta concentrata verso il cervello. La funzione del turbante è quella di agevolare la canalizzazione dell’energia verso i chakra superiori durante la pratica di un kriya o di una meditazione evitando possibili effetti collaterali quali mal di testa, pressione improvvisa, giramenti, stordimento, ecc.: premendo le ossa craniche e le tempie, ci rende più concentrati (ossia meno distratti) e più centrati in noi stessi, nella nostra interiorità, ma soprattutto aiuta a contenere l’energia. Il Kundalini Yoga infatti, essendo di origini tantriche, lavora molto con le energie sottili del corpo e della mente, e può capitare che queste si risveglino, gradualmente o con picchi improvvisi. Per alcune pratiche, particolarmente potenti, è addirittura obbligatorio proprio per evitare questi inconvenienti.

Ecco appunto quello che è successo a me, dato che devo sbatterci la testa prima di credere nella validità di una cosa. Nei primi tempi della mia pratica, quando era tutto una scoperta, ho cominciato a indossarlo di tanto in tanto, a lezione e anche a casa. Ma se per gli abiti bianchi avevo avvertito un effetto immediato, e quindi ho continuato a indossarli, per il turbante non è stato così. Anzi, proprio in prossimità del teacher training e dei miei primi corsi di yoga, ho quasi smesso di indossarlo. Mi dava fastidio, mi indolenziva la testa e i capelli, e soprattutto non lo capivo. Non lo sentivo, non mi apparteneva. E di certo non volevo metterlo soltanto perché “nel Kundalini si fa così”, come chi segue delle regole solo perché esistono, senza mai metterle in dubbio o rifletterci su. D’altra parte sono un’Acquario… ribelle ai conformismi e alla continua ricerca di prove come San Tommaso. Veniva definito una “tecnologia“, come molte altre cose nel Kundalini, ma per me era qualcosa di eccessivo ed estraneo. Per quale motivo, poi, negli altri stili di yoga non se ne vedeva traccia??

La risposta a quest’ultima domanda è molto semplice: perché gli altri stili di yoga non lavorano in modo tanto profondo, potente e sistematico sulle energie sottili e sul sistema nervoso come il Kundalini. Per questo motivo il Kundalini risulta tanto veloce, impattante e trasformativo. Con l’esperienza, insegnando, ho cominciato ad avvertire una differenza tra quando indossavo il turbante, o anche solo una semplice fascia, e quando invece non lo portavo. Il dubbio rimaneva, ma ho iniziato a portare almeno la fascia. In effetti, ero più centrata.

Poi è accaduta un’esperienza energetica molto forte, tra l’altro quando non stavo nemmeno praticando, che ha cambiato molte cose nel mio modo di sentire e di insegnare, di percepire e tenere il campo durante le lezioni o durante la mia sadhana. Tutto in quei giorni era rallentato e aveva il sapore di un’interiorità così intensa da lasciarmi stordita, in particolare ascoltare i mantra muoveva un’espansione che non avevo mai percepito così forte e prolungata. Da quel momento iniziai davvero a usare il turbante, perché sentivo che mi faceva stare meglio: mi conteneva, riportandomi a terra, permettendomi di tornare ad agire anche fuori, nel mondo, non solo dentro, nella mia parte più intima. Per la prima volta avevo sperimentato che il turbante è davvero una “tecnologia”.

Altre esperienze energetiche si sono succedute nei mesi successivi, le quali mi hanno portata a sentire che c’era una differenza anche tra fascia e turbante. Con certe meditazioni e pratiche, la fascia è del tutto inutile. Ma l’esperienza è ciò che fa evolvere, e ogni esperienza ti traghetta su diversi livelli di frequenza, in cui percepisci le cose in maniera sempre più sottile e profonda. Ogni volta ho avuto la sensazione che indossare il turbante mi proteggesse e mi contenesse, radicandomi e guidandomi verso il mio centro, in quel luogo di silenzio in cui è possibile connettersi a se stessi e all’altro, perciò è con questa consapevolezza che lo indosso adesso. E che ti invito a sperimentare, a provare, senza pregiudizi e senza aspettative, permettendo a ciò che è reale di accadere e di essere riconosciuto.

Per imparare ci sono molti tutorial su youtube, o chiedi al tuo insegnante di riferimento!

Sat Naam

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