Yoga & Meditazione

Gli schemi che ci limitano ci liberano

Siamo soliti pensare che alla nascita siamo come luminescenti pagine bianche, completamente intonse, sulle quali è possibile scrivere qualsiasi cosa. Siamo soliti pensare che i nostri muri psicologici, gli schemi mentali che ci inducono a ripetere certi automatismi reattivi e certe situazioni siano causati dalle esperienze che viviamo, soprattutto nelle relazioni d’amore ma non solo. “Ho talmente sofferto in amore che adesso mi sento chiuso, ho paura dei legami”; “Mi amava, lo so, però in compagnia mi ignorava”; “Ho sempre cercato storie poco impegnative, anche se non ho avuto particolari traumi da adolescente”. Sono frasi classiche, che tutti abbiamo pronunciato o ascoltato almeno una volta nella vita. Sembrano molto lineari e danno l’idea (molto occidentale) del fatto che a una causa segua sempre un effetto, ossia una conseguenza: ho avuto un’esperienza negativa, e da quella mi sono costruito uno schema mentale [per evitare di ripeterla]. Ma siamo sicuri che sia proprio così?

A ben vedere, pare più il contrario: i nostri schemi mentali, anziché aiutarci a evitare di ricadere negli stessi errori come ci raccontiamo, fanno di tutto per farceli ripetere e ripetere, finché in un moto di profonda consapevolezza non impariamo a vedere l’insegnamento che celano per la nostra evoluzione come esseri umani. Ma c’è di più. Ed è qualcosa di davvero incredibile, che rovescia il modo di pensare comune e che ho realizzato analizzando le mie esperienze passate fino a risalire alla prima infanzia, quando avevo zero esperienze e quindi, di logica, zero schemi mentali in proposito.

Ebbene, ho notato che già c’era l’impronta di quello che sarebbe stato il mio modus vivendi nelle relazioni affettive da ragazza e da adulta. Com’è possibile, se sono le esperienze a forgiare il nostro carattere, come crediamo? Domandona da un milione di euro. La risposta è che, forse, è esattamente il contrario. Ossia che sono i nostri schemi, già presenti alla nascita, a determinare le esperienze che viviamo.

Riflettiamo sulle frasi riportate all’inizio del post. Quando soffriamo per amore, spesso è perché cerchiamo sempre lo stesso tipo di persona che, inevitabilmente, ci darà quello che sotto sotto sappiamo con esattezza che ci darà, o che non ci darà. In questo modo lo schema può continuare a nutrire se stesso, e noi possiamo continuare a soffrire. Il punto è che lo facciamo da subito, li manifestiamo sin da bambini o da ragazzini. A volte naturalmente concorrono anche altri fattori, come la situazione famigliare vissuta durante l’infanzia o altri piccoli/grandi traumi, ma spesso particolari paure o insicurezze si manifestano anche in persone dal trascorso tranquillo e sereno. Il motivo è che abbiamo menti molto sofisticate e molto masochiste, che amano identificarsi in un ruolo – persino nel dolore – per sentire di vivere, di provare emozioni, di “essere”.

L’altra persona, della quale ci lamentiamo per il bisogno di dare la colpa a qualcun altro, fuori da noi, è in realtà soltanto uno specchio, un riflesso di qualcosa già presente dentro di noi, e che vogliamo ancora sperimentare malgrado quel che ci raccontiamo. Naturalmente vale anche viceversa, perché due persone si attraggono proprio per risolvere le proprie tendenze inconsce. Salvo poi arrabbiarsi e lamentarsi, quando la parte “sana” si accorge che così non va bene, che meritiamo di più o che abbiamo bisogno di stimoli diversi. Una relazione è fatta da due idiosincrasie che s’incontrano, e ciascuna cela al suo interno l’opportunità di risolverle. Quando poi pensiamo di aver finalmente risolto una certa tendenza, ecco che in realtà forse l’abbiamo semplicemente traslata in un nuovo rapporto, magari in altre forme o modalità. E finché non lo vediamo, lo schema non scompare. In altri termini, lo schema è una sorta di karma con il quale nasciamo, che ci è stato forse trasmesso dai nostri avi (lontani o vicini) o chissà, per chi ci crede, da altre vite precedenti.

Vai a ritroso negli anni, accorgiti di quando hai cominciato a mettere in atto i tuoi meccanismi ciclici, e in quale ambito si manifestano. Non soltanto nei rapporti d’amore, ma anche nel lavoro, nelle amicizie… Gli schemi sono molti, e per lo più subdoli. Ma ti renderai conto probabilmente che la vita ti ha messa subito nella condizione di vedere qualcosa di molto profondo di te stessa, evento che si sarebbe poi ripetuto negli anni per darti altre occasioni di farlo, proprio come accade a ognuno di noi, per evolvere. Se ci rifiutiamo di riconoscerli continueremo ad agire secondo i meccanismi che ci fanno soffrire. Secondo quello che in Oriente viene definito “karma”. E lo vivremo come delle vittime.

Invece possiamo scardinare le tendenze dettate dal karma, o dagli schemi inconsci con i quali nasciamo. Come? Attraverso un balzo di consapevolezza e di fiducia. Hai paura di legarti perché in passato hai sofferto, oppure hai sofferto perché in realtà avevi paura di legarti e questo ha fatto sì che cercassi le situazioni che nutrissero proprio tale tendenza? In compagnia di amici lui ti ignorava? Probabilmente perché eri tu a non voler essere vista e messa al centro dell’attenzione. Non ricevi le attenzioni che vorresti? Rifletti su quanto sei disposta a essere la migliore versione di te stessa. La paura di brillare… oh sì, è molto più forte della paura di non farcela! Osservati e osserva il tuo passato con spietata obiettività, con completa onestà. E poi liberati definitivamente di ogni paradigma ormai superato, lascia che la nuova consapevolezza ti renda libera come mai prima e splendi, splendi in tutto il tuo potenziale, permettiti di splendere come il meraviglioso essere di luce che sei.

Sat Nam

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