La via della Luna Nascente

Chi sono

Simran Keval Kaur – Anna Di Cocco

Istruttrice di Kundalini Yoga come insegnato da Yogi Bhajan, certificata KRI, IKYTA International e IKYTA Italia

Il mistero dell’essere umano mi ha affascinata sin dall’infanzia, accontentarmi di ciò che potevo vedere-toccare-capire (o che era ritenuto “normale” dalla società) mi è sempre sembrato riduttivo: troppo grandi erano le domande che talvolta sorgevano spontanee da un silenzio, da un vuoto in cui rimbombavano, lasciandomi piena di piacere e paura al tempo stesso. Troppo forte era il desiderio di cercare il senso di chi siamo davvero, e del perché siamo qui. Anche la religione non è mai riuscita a darmi le risposte che cercavo. Oltre alle contraddizioni che fin da piccola mi avevano allontanata, capisco adesso che spesso a mancare è l’esperienza di una vera crescita spirituale personale, un percorso verso la libertà e la felicità dell’essere umano e di ogni essere, qui e ora, in questo mondo, in questo preciso istante. Perché la felicità è un tuo diritto di nascita, come sostiene Yogi Bhajan.

Nel 2010, grazie a quello che sarebbe diventato il mio compagno, è avvenuto l’incontro con il maestro Osho, con la sua visione profonda e le sue tecniche di meditazione. C’era una foto sul suo profilo Facebook raffigurante una poltrona vuota, e tra i commenti una frase strana sul vuoto che noi siamo, riferita a Osho. Inspiegabilmente, mi sentii attratta dalle parole che lessi senza ben capirne il senso, e così presi un libro in biblioteca per saperne più. Quello fu l’inizio. Poi sono seguiti periodi di “dimenticanza”, in cui le cose dovevano sedimentare, altri di intensa ricerca interiore, e quattro anni dopo il sannyas (l’iniziazione). Un maestro, quando ti entra nel cuore, è lì per sempre. E ti rendi conto di non aver deciso nulla di tutto questo, a un certo punto arriva il momento in cui semplicemente sboccia. Ti accorgi che tutto, anche quello che ritenevi impensabile, era già dentro di te, come un seme in attesa di germogliare. Devi solo creare spazio affinché quell’energia possa manifestarsi e nutrire l’anelito verso l’ignoto, verso la luce, che ogni essere umano possiede.

Osho era un richiamo, una presenza impalpabile nei miei sogni, un invito a celebrare la vita con gioia, libertà e consapevolezza. E’ stato la mia Porta, la porta verso la mia natura spirituale, verso il mio Dharma. E tutt’ora è il faro che continua a illuminare il cammino ricordandomi ogni volta la giusta direzione. Non se n’è mai andato dal mio cuore, per quanto abbia poi imboccato anche altre strade.

Quasi contemporaneamente al sannyas, nel 2014, ho incontrato lo yoga perché ero alla continua ricerca della “mia via”, si può dire da sempre. Ricordo le coincidenze di quel periodo: il libro sul Bikram Yoga al quale stavo lavorando (pubblicazione assai rara per la casa editrice che me lo aveva commissionato), le conversazioni inattese sullo yoga, io che fino a quel momento lo sentivo una cosa lontanissima da me, pur provandone attrazione in qualche modo, e poi durante un kirtan la voce che mi disse che adesso finalmente ero pronta, potevo lasciare andare il dolore degli anni precedenti, ero pronta. Pronta a cosa? Non lo sapevo, ma fu una svolta. Era estate, trovai soltanto un corso che andava avanti fino a fine luglio, la mattina molto presto in centro a Milano. Le prime lezioni di Hatha Yoga, benché sin dall’inizio sapessi che era il Kundalini a chiamarmi, mi diedero già la scintilla di quello che sarebbe stato per me lo yoga. Quando uscivo da lezione girovagavo per le strade antiche e sconosciute intorno a Cordusio come in una bolla di felicità, intensa e piena di silenzio, di bellezza. Non mi ero mai sentita così bene.

Quando in seguito provai il Kundalini Yoga la risonanza fu immediata, e da subito cominciai a praticarlo molto intensamente, sia con corsi e workshop sia a casa da sola. Mi ci immersi totalmente. Per me, che di secondo nome facevo Incostanza, fu una vera e propria rivoluzione.

“Yoga sotto al glicine” – Parco Nord Milano, 25 aprile 2018

In breve tempo mi resi conto che ciò che praticavo sul tappetino andava oltre quell’ora e mezza e cominciava a penetrare nella mia vita di tutti i giorni, nel modo in cui percepivo me stessa e il mondo, nelle mie relazioni, nel bisogno di esprimermi in modo diverso da come ero abituata a fare, nel modo in cui gli altri percepivano me. Nelle prove e difficoltà quotidiane ho iniziato a sentirmi sempre più sostenuta dalle tecniche che praticavo.

Cominciare a insegnare, condividendo con le persone questi insegnamenti preziosi e aiutandole a entrare in contatto con loro stesse e a stare bene, è stato un passo molto naturale e al tempo stesso una sfida. Qualcosa mi diceva che era la strada giusta, che lo yoga era la via attraverso la quale la mia natura poteva esprimersi, quindi decisi di intraprendere il corso di formazione di primo livello per diventare insegnante di Kundalini Yoga come insegnato da Yogi Bhajan, ottenendo la certificazione del Kundalini Research Institute.

Come insegnante e allieva, la mia formazione continua con lo studio dell’ayurveda applicato allo yoga, del Naad yoga (lo yoga del suono) attraverso l’uso del Gong e delle campane tibetane, e del Sat Nam Rasayan, una potente tecnica meditativa di guarigione. Amo inoltre dedicarmi talvolta all’approfondimento di altri stili e tradizioni, come il Vinyasa Yoga e la meditazione Vipassana.

Quello che ho compreso col tempo è che tutti i percorsi di ricerca interiore si integrano. Se inizialmente trovavo difficile conciliare il messaggio di Osho con lo yoga, negli anni li ho sentiti invece fondersi come fossero una cosa sola, poiché spesso i sentieri sono diversi solo in apparenza, nella forma o nell’espressione, ma un cuore libero e una mente aperta sanno vedere al di là del dogmatismo. Solo chi è privo di preconcetti può conoscere davvero.

Nel Kundalini ciò che conta veramente è l’esperienza, e l’aver sperimentato sulla mia pelle una trasformazione tanto rapida quanto profonda mi ha dimostrato che tutto è possibile per l’essere umano, se fatto con amore, impegno e costanza. Amore per se stessi, innanzitutto: imparare a essere gentili, compassionevoli e coraggiosi nei confronti di se stessi è il primo passo per lasciare emergere senza paura la propria luce interiore, e aprirsi all’amore per gli altri. L’impegno e la costanza sono altrettanto imprescindibili, se si vogliono ottenere risultati e mantenerli nel tempo. D’altra parte, se non ci prendiamo cura di corpo, mente e anima, come possiamo sperare di vivere felici, in salute e in armonia con noi stessi e col mondo?

 

 

“Cercare felicità all’esterno di noi stessi è come cercare di prendere al laccio una nuvola. La felicità non è cosa della mente. Dev’essere vissuta.” (Paramahansa Yogananda)

“Lo Yoga è una luce che una volta accesa non si spegne mai. Più intensa è la tua pratica, più luminosa è la luce.” (BKS Iyengar)